"The manchurian candidate"
di Jonathan Demme
grande film, non tra i migliori di Demme e ne tra i primissimi di quest'anno, ma sicuramente grande Cinema, questo sì.
Non avendo visto l'originale di John Frankenheimer non posso fare paralleli, anche perchè non servirebbe a nulla. Un film è un film a sè, remake o no che sia.
La bellezza dei lavori Demme in genere, e quindi anche di questo, è la sua non banale linearità, riuscendo a mischiare genialmente generi e scarti visivi/narrativi.
A fronte d'una prima parte un pò soporifera, la seconda decolla invece in maniera imperiosa, riuscendo a dire anche cose non banali sull'oggi, evitando però di schierarsi in maniera manicheistica.
Il presunto candidato della Manchurian sembra infatti un Democratico circondato da colleghi di partito decisamente più unilateralisti. Ripeto, poteva anche essere migliore di come è stato alla fine, ma è comunque un gran bel lavoro da vedere a tutti i costi.
grande film, non tra i migliori di Demme e ne tra i primissimi di quest'anno, ma sicuramente grande Cinema, questo sì.
Non avendo visto l'originale di John Frankenheimer non posso fare paralleli, anche perchè non servirebbe a nulla. Un film è un film a sè, remake o no che sia.
La bellezza dei lavori Demme in genere, e quindi anche di questo, è la sua non banale linearità, riuscendo a mischiare genialmente generi e scarti visivi/narrativi.
A fronte d'una prima parte un pò soporifera, la seconda decolla invece in maniera imperiosa, riuscendo a dire anche cose non banali sull'oggi, evitando però di schierarsi in maniera manicheistica.
Il presunto candidato della Manchurian sembra infatti un Democratico circondato da colleghi di partito decisamente più unilateralisti. Ripeto, poteva anche essere migliore di come è stato alla fine, ma è comunque un gran bel lavoro da vedere a tutti i costi.



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