Alexander
contrariamente a quanto si legge in giro, questo "Alexander" di Oliver Stone è un gran film.
Niente capolavori e forse niente palma in questo 2005 ma ha sicuramente i pregi e le caratteristiche del gran Cinema questo sì.
Probabilmente è un gran bel film proprio perchè ha poche caratteristiche del classico Stone's touch, a parte qualche bella battaglia truculenta o forse delle inutili variazioni cromatiche.
Il maggior pregio d'un film come questo è l'avere il pathos ed il respiro del colossal vecchio stampo senza mai essere però stucchevole, polveroso o noioso, anzi.
Tutti a dire dell'inadeguatezza e ridicolaggine di Colin Farrell mentre secondo me è quasi perfetto a rappresentare la megalomania, l'umanità ma anche e sopratutto la tanto famosa ambiguità d'uno come Alessandro Magno.
Bravo Stone a sottolineare spesso e bene lo scontro tra Uomo e Natura in un film che ha echi Herzoghiani mentre è inevitabile e centrale nel film il parallello tra questo colonizzatore illuminato e quanto accade ai nostri giorni carichi di voler esportare la democrazia. Tutto passa, cambia ma i dilemmi e gli scontri sono sempre gli stessi, come è immutato lo scontro tra Pathos e Ragione.
Da più parti si legge che il film peccherebbe di imprecisione storica (è inevitabile ogni film è così) ma a me sinceramente interessa zero, nulla. Un film è un film non un saggio, anzi guai a farlo diventare tale per la precisione messaci, deve sapere di Cinema, immagine, visionarietà e non di riscontro storico e qui di quelle qualità ce ne sono parecchie.
Per ultimo, ma notevolissime, le parti femminile del cast, una Angelina Jolie ed una Rosario Dawson davvero stellari. Da vedere.
Niente capolavori e forse niente palma in questo 2005 ma ha sicuramente i pregi e le caratteristiche del gran Cinema questo sì.
Probabilmente è un gran bel film proprio perchè ha poche caratteristiche del classico Stone's touch, a parte qualche bella battaglia truculenta o forse delle inutili variazioni cromatiche.
Il maggior pregio d'un film come questo è l'avere il pathos ed il respiro del colossal vecchio stampo senza mai essere però stucchevole, polveroso o noioso, anzi.
Tutti a dire dell'inadeguatezza e ridicolaggine di Colin Farrell mentre secondo me è quasi perfetto a rappresentare la megalomania, l'umanità ma anche e sopratutto la tanto famosa ambiguità d'uno come Alessandro Magno.
Bravo Stone a sottolineare spesso e bene lo scontro tra Uomo e Natura in un film che ha echi Herzoghiani mentre è inevitabile e centrale nel film il parallello tra questo colonizzatore illuminato e quanto accade ai nostri giorni carichi di voler esportare la democrazia. Tutto passa, cambia ma i dilemmi e gli scontri sono sempre gli stessi, come è immutato lo scontro tra Pathos e Ragione.
Da più parti si legge che il film peccherebbe di imprecisione storica (è inevitabile ogni film è così) ma a me sinceramente interessa zero, nulla. Un film è un film non un saggio, anzi guai a farlo diventare tale per la precisione messaci, deve sapere di Cinema, immagine, visionarietà e non di riscontro storico e qui di quelle qualità ce ne sono parecchie.
Per ultimo, ma notevolissime, le parti femminile del cast, una Angelina Jolie ed una Rosario Dawson davvero stellari. Da vedere.



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