January 21, 2005

Colombia/Italia

ieri sera la cosa è apparsa subito lampante: da Bruno Vespa si parlava di droga con i soliti psichiatri, nani, ballerine e gli ottant'anni di Don Gelmini. Dall'altra, su Rai Tre, c'era un bellissimo servizio su Napoli di Sandro Ruotolo, l'inviato baffone dei tempi di Santoro.
Ruotolo, quando non calca la mano come ieri, è straordinario nel mostrarci le cose per quello che sono anche attraverso delle immagini non stereotipato fin qui viste.
Eccoci quindi dentro casa d'un camorrista scissionista scappato, vetri blindati, pareti affrescate con murales della propria persona, leopardi e l'immancabile vasca Jacuzzi (a quanto sembra un must).
I morti ammazzati te li fa vedere, vedi l'arrivo dei parenti, vedi lo spaccio attraverso dei condomini blindati dalla camorra. Insomma, vedi, non leggi, non ascolti il servizio uguale ad altri cento. E capisci. Capisci, che forse -ripeto il forse- l'unica cosa che possa dargli una gran botta a questa genta è la legalizzazione di quello che li fa arricchire.
Non sarebbe una resa da parte dello Stato ma sarebbe, forse, una definitiva presa di coscienza ed assunzione di responsabilità. Almeno per me.
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