Il Petroliere

ovvero, There Will Be Blood.
il limite più grande del nuovo Paul Thomas Anderson è l'ambizione.
vedendo i 160 e passa minuti del film si ha costantemente l'impressione che tutto è stato: prima pensato, poi scritto e poi filmato per aspirare al gran film, al gran film americano per giunta, a quello che mette il cappello sulla storia di una nazione e ne tratteggia anche il presente.
è come se uno si mettesse a scrivere un romanzo volendo fare Faulkner o Steinbeck.
dopo un po' di scene madri, l'ambizione copre tutto e resta solo lo sfoggio viruosistico.
un costante mettere carne la fuoco, un eccesso continuo, ogni parola è quella definitiva perchè si tende al capolavoro.
bè al capolavoro non ci si arriva, si arriva ad un film ambiziosissimo, vittima di se stesso -con una gran regia, il ragazzo è bravo chi lo nega- ma nulla più.
Houston e Welles dormano tranquilli.
Labels: cinema 2008



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