Minima Moralia, ossia l’umanità perduta

25 dicembre 2015

Ci siamo. Oggi, 25 Dicembre 2015, ha inizio questa nuova avventura.
Cominciamo con una digressione, per spiegare il senso di questo sito e i suoi intenti.

E’ il 1951 quando la prima edizione di Minima Moralia viene stampata in Germania. L’autore, Theodor Adorno, appartenente alla cosiddetta Scuola di Francoforte, attraverso brevi riflessioni e aforismi, critica in questo suo lavoro la società moderna perché inumana. La critica, com’è facile immaginare, è alimentata da un acceso fervore anti-capitalistico e segnata dal tipico disincanto del secondo dopoguerra: d’altra parte Adorno veniva dall’esperienza della Germania nazista (da cui fugge nei primi anni Quaranta), difficilmente avrebbe potuto produrre qualcosa di diverso.

Veniamo a noi. Il fatto di aver intitolato questo sito come il testo di Adorno non implica una completa adesione alle posizioni del filosofo tedesco. Il mio è anzitutto un vezzo estetico – l’espressione in sè è potente, evocativa; forse uno dei migliori titoli di sempre. Poi, sicuramente, c’è anche un comune sentire di fondo: che la società in cui viviamo stia perdendo (o abbia già perso) l’ultimo barlume di umanità rimasto è, a mio avviso, innegabile.

Ma d’altra parte, come diceva Walter Benjamin (che fu anche amico di Adorno):

Non c’è mai stata un’epoca che non si sia sentita, nel senso eccentrico del termine, «moderna» e non abbia creduto di essere immediatamente davanti ad un abisso. La lucida coscienza disperata di stare nel mezzo di una crisi decisiva è qualcosa di cronico nell’umanità.
Ogni epoca si presenta irrimediabilmente moderna.

Walter Benjamin

Walter Benjamin

Ecco allora spiegata la natura volutamente ambigua del sito. Da una parte qui si condannano quegli aspetti della modernità che danno a noia, dall’altra lo si fa con quel fare scanzonato e non troppo serioso di chi in fondo è consapevole che, anche le generazioni precedenti, credevano tutte di vivere nel peggior periodo della Storia.

A mio modesto avviso avevano ragione gli antichi: la verità sta nel mezzo. Senza dubbio un po’ di umanità andrebbe recuperata, ma in fin dei conti questa modernità, per quanto assurda e talvolta inumana, non è comunque da condannare interamente.

Un sereno Natale a tutti.