Erin e l’indicibile crudeltà dell’industria casearia

1 gennaio 2016

Il latte non mi è mai piaciuto, da bambino questo mio istintivo rifiuto creava non pochi grattacapi a mia madre: solo il caffè o il cacao in polvere riuscivano in qualche modo a rendermi gradevole la disgustosa bevanda. Crescendo, i miei gusti non sono cambiati. Continuo a provare una naturale avversione verso il latte e i suoi derivati. Inoltre, raggiunta l’età della ragione, sono arrivato alla personale convinzione che non ci sia nulla di più innaturale del consumo di latte, dal momento che:

  • consumiamo latte prodotto da altre specie animali
  • consumiamo latte oltre l’età dello sviluppo

Se ci pensate, l’uomo è l’unico animale del creato a ripetere quotidianamente una simile aberrazione.
Non siete ancora convinti? L’intolleranza al lattosio – dovuta, nell’età adulta, all’assenza (o inefficienza) dell’enzima adibito alla digestione del lattosio – dovrebbe allora aiutare a comprendere l’assurdità del gesto: se il nostro corpo è stato pensato per consumare latte di altre specie oltre l’età dello sviluppo, perché l’enzima adibito alla sua digestione si inattiva con gli anni? Già, l’intolleranza al lattosio non è necessariamente una condizione congenita, la si può sviluppare nel tempo. Provate a interrompere per un lungo periodo il consumo del latte e dei suoi derivati e a bere una tazza di latte dopo la lunga astinenza: quasi certamente sperimenterete gonfiori di stomaco e altri sintomi che suggeriscono una digestione difficoltosa. Questo avviene perché il corpo si abitua al mancato consumo di latte e reagisce negativamente alla nuova assunzione.

Inoltre recenti studi epidemiologici hanno rilevato una maggiore incidenza di cancro alla prostata tra i grandi consumatori di latte; senza dimenticare, poi, l’effetto della caseina come cancer promoter.

Se tutto questo non dovesse bastare a convincervi a ridurre o eliminare del tutto il consumo di latte (magari sostituendolo con latte di riso o latte di soia), allora dovreste dedicare cinque minuti del vostro tempo a Erin Janus.

Erin è una ragazza vegana i cui video sono particolarmente popolari su YouTube. Se oggi ne scrivo l’elogio è perché la ragazza in questione ha recentemente riassunto, in maniera a dir poco eccelsa, gli orrori dell’industria casearia in un disarmante video di soli cinque minuti, che qui vi ripropongo.
Non mi interessa entrare, qui ed ora, nella più ampia diatriba tra onnivori, vegetariani e vegani, ma vorrei che ognuno di voi ritagliasse cinque minuti del proprio tempo per rendersi conto del tipo di barbarie oggi necessarie affinché, sulle vostre tavole, arrivi latte fresco ogni giorno.

Si sconsiglia la visione del video a un pubblico particolarmente sensibile.