Come decidere dove trasferirsi all’estero

16 gennaio 2016

In questi anni difficili per l’Italia sempre più persone si trovano a fare i conti con quel pensiero che prima si intrufola sotto forma di innocente fantasia e poi si trasforma in un fastidio insistente, martellante: l’idea di lasciare il Paese e trasferirsi all’estero. C’è chi al trasferimento viene obbligato da cause esterne – quelle che io chiamo circostanze della vita (partner straniero, datore di lavoro che decide di ri-allocare le risorse presso un’altra sede, ecc.) – ma nella maggioranza dei casi la scelta viene maturata individualmente e passa da un interrogativo obbligato.

Scriveva Seneca: «Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare». Ma scegliere la destinazione del proprio trasferimento non è sempre così semplice. Certo, finché si tratta di oziose fantasticherie uno può buttare lì una meta qualsiasi senza pensarci troppo. Che sia l’inflazionata Londra, la Berlino delle start-up o la lontana Australia, che cosa cambia? Le fantasticherie possono essere irrazionali, irresponsabili. Ma quando certe elecubrazioni cominciano a prendere forma, a tramutarsi in realtà, ecco che l’indagine diventa obbligatoria. Per evitare di buttare via tempo, denaro, energie in trasferimenti dagli esiti fallimentari o che richiederebbero, poi, una serie infinita di aggiustamenti. Il rischio di commettere una scelta sbagliata rimarrà comunque, è nella logiche delle cose, ma con qualche accorgimento è possibile ridurre questo rischio in modo significativo.

Mi guardo bene dal semplificarvi la vita con una lista di mete che, personalmente, consiglierei. Ognuno si porta dietro la sua storia, con esigenze, disponibilità, competenze di vario tipo – quello che io potrei considerare perfetto potrebbe non piacere a qualcun altro. E poi, parliamoci chiaro, la meta perfetta non esiste. Ogni destinazione presenta le sue criticità, nessun trasferimento è una passeggiata. Come tutti i cambiamenti radicali, anche la fuga all’estero richiede tempo, sacrifici, capacità d’adattamento. Persino il trasferimento nella città dei sogni può quindi rivelarsi un’esperienza frustrante e avvilente. Meglio metterlo subito in chiaro per non creare false aspettative (le false aspettative sono il male assoluto per chi decide di trasferirsi all’estero, la causa primaria di delusioni e rimpatri con la coda tra le gambe).

Ma come individuare la località che più d’ogni altra si avvicina alle nostre necessità? Come ridurre al minimo il rischio di trasferimenti insensati, potenzialmente fallimentari? Nella mia esperienza da espatriato mi sono dato un metodo. Passa attraverso cinque punti.

LA SHORTLIST
Chiaramente non vi sarà possibile passare in rassegna ogni città al mondo. La prima cosa da fare, dunque, sarà creare una shortlist di mete che, per una ragione o per un’altra, state considerando per il trasferimento. Il numero può variare, ma io consiglierei di non andare oltre la decina per non perdere, poi, troppo tempo nella fase di raccolta delle informazioni. Questione di comodità.

I CRITERI
Dovrete poi stabilire una lista di fattori  per voi determinanti, da utilizzare come criteri per l’indagine. Le esigenze possono variare tantissimo. Solo per darvi alcune idee: stipendio medio, possibilità lavorative, lingua, valuta, sanità, costo della vita, costo degli immobili (o degli affitti), livello d’inquinamento, criminalità, media annuale delle giornate di sole. Gli elementi che si potrebbero tenere in considerazione sono infiniti, ma starà a voi capire quali aspetti potrebbero essere più o meno determinanti per il vostro trasferimento. Anche in questo caso, consiglierei di non eccedere col numero di criteri, giusto per non complicarvi la vita; se poi siete particolarmente esigenti, spingetevi pure oltre. D’altra parte, melius abundare quam deficere. Io stesso, quando ho lavorato alla mia prima shortlist, avevo trascurato aspetti che poi, durante la mia esperienza all’estero, ho scoperto essere per me determinanti. Giusto per darvi un’idea, la mia classifica attuale tiene conto di ben quindici parametri.

LA RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI
Questa è la fase che può risultare più noiosa o forse più difficile. Per ogni criterio selezionato dovrete infatti documentarvi e raccogliere i dati più attendibili disponibili online. Possibilmente aggiornati. Volete vivere in un posto dove affittare un monolocale non costa una fortuna? Valutate il rent index. Volete investigare il mercato del lavoro locale? Cercate i dati occupazionali o effettuate ricerche specifiche sui principali siti dedicati alle offerte di lavoro. Cercate di valutare le singole destinazioni usando metri di giudizio neutrali e scientifici. Per esempio sarà impresa ardua valutare in modo obiettivo la socialità della gente del posto o la disponibilità verso lo straniero, ma cercando bene su Internet potreste incappare in qualche ricerca o indice da poter sfruttare ai fini dell’analisi.

ANALISI SU EXCEL
Raccolte informazioni attendibili (e uniformi) per ognuno dei criteri selezionati su tutte le città incluse nell’indagine, organizzate tutto in maniera organica su un file Excel, stilando un ranking delle singole destinazioni, criterio per criterio.

EVENTUALI AGGIUSTAMENTI
La fase di analisi dovrà passare anche per una serie di aggiustamenti. Difficilmente, infatti, i criteri da voi scelti avranno per voi tutti lo stesso identico peso. Tra i criteri selezionati ci saranno elementi che considerate più o meno importanti. Stabilite le priorità, potreste valutare l’uso di un moltiplicatore per dare ai criteri più importanti un peso maggiore.

Se avete seguito tutti i passi correttamente, ora avete davanti a voi una lista di possibili mete, valutate in modo più o meno scientifico, sulla base di criteri da voi giudicati fondamentali. Calcolate il totale, ordinate i valori in questione: sapete adesso dove vi conviene maggiormente trasferirvi.