L’arrivo nella nuova città: i primi giorni all’estero #1

30 gennaio 2016

L’aereo atterra. Se siete fortunati, vi viene riconsegnato il vostro bagaglio, che non è più una valigia di cartone, ma un colorato trolley che custodisce gelosamente tutto quello che avete ritenuto necessario per la vostra nuova vita all’estero. Sopra di voi, diverse insegne indicano la via più breve per la toilette e l’uscita dell’aerostazione: tutte in un idioma che non è più la vostra lingua madre. Se avete fatto i compiti a casa, conoscete già il modo più conveniente per raggiungere il centro; in caso contrario, improvvisate. E in un lasso di tempo mediamente compreso tra i trenta e i sessanta minuti vi ritrovate nel cuore della città che avete scelto come meta per il vostro trasferimento all’estero.
Avete optato per l’albergo o per un più economico ostello? Sarete ospiti di qualche amico o parente? Poco cambia, vi muovete ora in quella direzione. Una volta arrivati a destinazione, potete finalmente sistemare i vostri pochi averi e i ben più numerosi pensieri che si affastellano adesso nella vostra testa.

Con ogni probabilità sarà quello il primo attimo di tregua. E quasi certamente sarà l’ultimo che ricorderete da lì ai giorni a venire. E’ il momento in cui potrete finalmente (provare a) rilassarvi, tirare un sospiro di sollievo e dire: «è fatta, mi sono trasferito, la mia non è più un’innocua fantasia: vietato guardarsi indietro». Il cuore batterà all’impazzata, emozioni contrastanti vi confonderanno le idee: a dubbi e incertezze si accompagneranno euforia e malcelati slanci d’orgoglio. Fate un respiro profondo, godete l’attimo, vivetelo con pienezza. La strada infatti è ancora tutta in salita. E nei giorni che verranno non avrete un attimo per concedervi riposo e autocelebrazioni.

In base a quello che avete deciso di fare per trovare lavoro all’estero, si presentano ora due possibilità. O avete già la certezza di un impiego o lo state ancora cercando.
Nel primo caso avete sicuramente concordato col futuro datore di lavoro una data d’inizio della prestazione lavorativa. Marcatela sul calendario. D’ora in avanti tutti i vostri sforzi saranno orientati alla ricerca di una sistemazione e al completamento dell’iter burocratico. L’obiettivo è provare a terminare tutto prima di quella data. Difficilmente riuscirete, ma dovete imporvi di provarci.
Nel caso in cui siate ancora alla ricerca di un lavoro, dovrete districarvi tra annunci di lavoro e curriculum da una parte, documenti e check di stanze/appartamenti dall’altra.

In entrambi i casi la primissima cosa di cui dovrete aver cura una volta arrivati nel nuovo Paese sarà… Procurarvi una nuova sim card! Per i giorni a venire, infatti, dovrete fare numerose chiamate e spesso potrebbe tornarvi utile accedere a Internet dal cellulare (anche in assenza di una rete wifi a cui connettersi). A meno che non vogliate spendere un patrimonio utilizzando il vostro numero italiano, consiglio quindi di andare a caccia di un gestore telefonico locale e procurarvi un nuovo numero di cellulare. Consiglio personale: almeno all’inizio evitate di sottoscrivere contratti, scegliete schede ricaricabili – opzione questa molto meno impegnativa.
Per i passi successivi rimando invece al prossimo post.

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Il migliore amico dell’expat appena arrivato in un nuovo Paese