La scommessa dello Swansea, il coraggio di Guidolin

14 febbraio 2016

Gli italiani si sono sempre distinti nel campionato inglese, la Premier League. Cudicini, Di Canio, Di Matteo, Ravanelli, Vialli, Zola, Lombardo sono soltanto alcuni dei nomi più osannati dai tifosi inglesi. Oggi continuano a tenere alta la bandiera giocatori come Graziano Pellé, goleador del Southampton e Matteo Darmian, titolare nel Manchester United di Louis van Gaal.
Anche gli allenatori hanno avuto fortuna in Premier League. Oltre al già citato Di Matteo, meritano una menzione speciale Carlo Ancelotti e Claudio Ranieri, che, come ho già avuto modo di raccontare, sta facendo grandi cose quest’anno con il suo piccolo, grande Leicester City.
Negli ultimi anni, poi, alcuni italiani hanno anche pensato di investire nel calcio inglese, diventando proprietari di interi club. E’ il caso del blasonato ma decaduto Leeds, oggi di proprietà di Massimo Cellino, e del Watford, controllato dalla famiglia Pozzo, già proprietaria dell’Udinese (per la cronaca il Watford è attualmente ottavo nella massima serie inglese).

Insomma, altro che perfida Albione: il calcio d’Oltremanica, oggi particolarmente in salute, continua a riservare grandi soddisfazioni agli italiani che osano rimettersi in gioco da quelle parti.
Il 2016 conta già due nuovi arrivi. Lo Swansea, infatti, dopo aver portato sulla panchina, in veste di allenatore, Francesco Guidolin, si è poi assicurato la firma di Alberto Paloschi, punta, già allenato da Guidolin ai tempi del Parma.

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Alberto Paloschi con la maglia dello Swansea

L’arrivo di Guidolin è di quelli che in Inghilterra non si aspettava nessuno, a partire dai giocatori. Se infatti in Italia abbiamo avuto modo di apprezzare i risultati e le maniere dell’allenatore veneto, in Galles Guidolin è praticamente uno sconosciuto. Lo stesso Ashley Williams, capitano della formazione gallese, ha ammesso di aver dovuto cercare Guidolin su Google per scoprire chi fosse il suo nuovo allenatore.

Senza dubbio encomiabile il coraggio di un professionista navigato che, sulla soglia delle ottocento panchine, decide di ricominciare da zero in un campionato dove non è quasi arrivata notizia dei suoi precedenti risultati in carriera.

La partenza non è stata delle più facili. Nelle prime quattro partite, Guidolin ha collezionato una vittoria (all’esordio, contro il più quotato Everton), due pareggi (West Bromwich Albion, Crystal Palace) e una sconfitta (di misura, contro il solido Southampton, oggi sesto in classifica), ma chi scrive è convinto che Guidolin sia destinato a fare cose buone in Galles. Al di là dei risultati, queste prime prestazioni sembrerebbero confermarlo. Nessuno, per esempio, avrebbe puntato sulla vittoria dello Swansea sull’Everton; il West Brom ha trovato il pari fortunosamente, un attimo prima del fischio finale; e anche contro il Crystal Palace lo Swansea era riuscito a portarsi in vantaggio, salvo poi farsi raggiungere nella seconda frazione di gioco.

Chi ha ancora fresco il ricordo di Guidolin alla guida di squadre come Udinese e Palermo non può che puntare sulla salvezza dello Swansea. E l’anno prossimo, avendo la possibilità di operare sul mercato sotto la supervisione di un allenatore che eccelle da sempre nella gestione di fondi limitati, non è detto che la formazione gallese non possa cominciare a stupire in Premier League. Proprio grazie all’ennesimo professionista italiano.