Le cose dell’Italia che vi mancheranno all’estero

21 febbraio 2016

Se un giorno agli italiani all’estero dovessero proporre un sondaggio chiedendo cosa più gli manca dell’Italia, sono certo che il sole, il mare, il bidet e la cucina di mammà sarebbero tra le risposte più popolari. Ma ragionando out of the box, cos’altro meriterebbe di essere menzionato? Me lo sono chiesto e, con l’occasione, vi propongo anche qualche dritta per ovviare a certe mancanze.

LA CONVIVIALITA’
A meno che non vi siate trasferiti in un Paese culturalmente prossimo all’Italia, sentirete subito la mancanza di quella convivialità tipicamente italiana. Il piacere dello stare assieme, del conversare, magari dietro un caffè improvvisato o nel tardo pomeriggio, tra flirt e battute, con in mano un bicchiere di prosecco.
E’ sufficiente vedere con quali difficoltà interi popoli intrattengono conversazioni leggere per accorgersi dell’enorme gap non solo culturale, ma anche sociale con numerose realtà estere. Difficile che un italiano non accusi il colpo nel lungo periodo.
Come uscirne? Come si suol dire Paese che vai, usanze che trovi. Fortunatamente in ogni Paese esistono forme più o meno alternative alla convivialità italiana. Magari non del tutto sovrapponibili, ma alla fine l’uomo è un animale sociale, in Giappone come in Norvegia, e in qualche modo si fa sempre. Per dire, nel mondo anglosassone ci sono i pub; in Finlandia le saune: investigate la cultura del luogo per scoprire quali sono i “riti” del posto.

INGREDIENTI CULINARI
Cucinare può essere un dramma per l’italiano all’estero. Giusto per fare due esempi noti, in molti Paesi non troverete una confezione di besciamella già pronta e la panna non sanno proprio cosa sia (al massimo troverete un’alternativa alquanto annacquata della stessa). Personalmente mi verrebbe da dire: meglio così. Ma il discorso non vale solo per certi prodotti. Gli ingredienti che potreste faticare a trovare sono numerosi e talvolta, anche se disponibili localmente, sono venduti a peso d’oro: provate a cucinare un totano ripieno in Ungheria, dove il totano neanche lo vendono e, per dire, una banalissima scatoletta di tonno è tre volte più cara che in Italia.
Anche in questo caso l’invito può essere solo uno: adattatevi. Nella cucina locale si usano altri ingredienti? Cogliete l’occasione per sperimentare o provate a riprodurre le ricette del posto, anziché incaponirvi sul piatto che avete preparato già centinaia di volte in Italia.

L’AMORE PER IL CONFLITTO
Noi italiani abbiamo un’inclinazione naturale per la conflittualità. E’ una cosa che fa parte della nostra cultura. L’italiano è appassionato, spesso oltre i limiti della decenza, e questa costante voglia di esprimere sentimenti ed emozioni spesso ci spinge a confrontarci con eccessivo entusiasmo, a urlarci addosso opinioni e stati d’animo. Anche in questo caso, fatta eccezione per gli altri Paesi appartenente alla cultura latina, difficilmente noterete la stessa vivacità all’estero. Molte culture invitano infatti alla discrezione, alla pacatezza. Le emozioni non vengono mai mostrate pubblicamente e, anche nel caso di insanabili divergenze d’opinione, si preferisce evitare il conflitto.
Lo ammetto: la cosa talvolta può essere snervante. Nel lungo periodo, però, scoprirete che tutto sommato si vive bene senza continui battibecchi. E con ogni probabilità, ogniqualvolta tornerete in Italia, svilupperete un’inaspettata insofferenza per le italiche diatribe quotidiane.

L’ESPRESSIVITA’ DEL LINGUAGGIO
L’italiano è una lingua ricca di espressioni spesso intraducibili, se non attraverso l’uso di lunghe perifrasi. Se a questa incredibile espressività aggiungiamo anche la ricchezza che deriva dall’influenza dei singoli dialetti nelle varie aree del Belpaese, possiamo tranquillamente sostenere di non avere eguali al mondo (o quasi).
Ecco, di questa ricchezza espressiva si sente spesso la mancanza all’estero. Lo realizzerete quando, di fronte a una situazione particolare, vi mancheranno le parole di bocca. Se lo stesso fosse accaduto in Italia, invece, sareste stati in grado di commentare sagacemente la cosa in maniera puntuale e impietosa.
Tuttavia non disperate. Espressioni particolari e intraducibili sono presenti, anche se in misura minore, in ogni lingua. Col tempo, man mano che prenderete familiarità con la lingua del posto, ne imparerete di nuove. E riuscirete in qualche maniera a compensare.

L’APERITIVO
Va bene, lo ammetto, questo è un discorso che vale più per lombardi, piemontesi e veneti doc o per chi, come il sottoscritto, ha passato parte della sua formazione nella “Milano da bere”, ma l’aperitivo – quello vero – è una di quelle droghe a cui uno prima si abitua e poi non riesce più a fare a meno.
L’aperitivo è un mix che offre cibo (in abbondanza) e alcol (quanto basta), a prezzi più che convenienti, all’interno di un contesto sociale che rientra a pieno titolo in quel tipo di convivialità di cui scrivevo sopra. Certo, anche all’estero si mangia, si beve e si ride… Ma l’aperitivo non lo batte nessuno. Unico, irrinunciabile.

aperitivo

Alla nostalgia da aperitivo purtroppo non esiste rimedio