#JeSuisHakan, la sfida all’autoritarismo di Erdoğan

4 marzo 2016

Hakan Şükür – lo ricorderanno senza dubbio gli amanti del pallone – è un ex calciatore turco, tra i protagonisti dello storico terzo posto della Turchia al Campionato mondiale di calcio del 2002 (sì, quello della Corea del Sud semifinalista tra indicibili favoritismi arbitrali, non solo a danno dell’Italia).
Dopo quello storico il risultato, il calciatore tentò l’esperienza inglese e poi andò a chiudere la carriera al Galatasaray, di cui era già stato un punto di riferimento negli anni precedenti.
Appese le scarpe al chiodo, l’ex attaccante si è re-inventato politico: oggi, in Turchia, Şükür è un parlamentare indipendente.

Ebbene, è di una settimana fa la notizia secondo cui, a seguito di un tweet infelice, Hakan Şükür rischierebbe fino a quattro anni di galera. Ma cosa avrà mai scritto l’ex calciatore per meritare tanto?
A quanto pare Şükür avrebbe usato termini poco cordiali nei confronti dell’attuale presidente turco Recep Erdoğan e di suo figlio. Poco importa che non ci sia nessun riferimento esplicito nel tweet incriminato. Poco importa che lo stesso Şükür abbia negato che il tweet fosse rivolto al presidente Erdoğan e alla sua famiglia.
A quanto pare in Turchia basta il sospetto di lesa maestà per rischiare di finire in gattabuia.

Hakan Şükür, Recep Tayyip Erdoğan, Turchia

Recep Tayyip Erdoğan, presidente della Repubblica di Turchia

La cosa non dovrebbe stupire. Da anni il presidente turco è noto per la sua politica autoritaria e per la scarsa tolleranza nei confronti di chi dissente. Per esempio, è di poche ore fa la notizia che un giornale critico nei confronti del governo è stato sequestrato dalle autorità turche.

Difficile dire se davvero le parole di Hakan Şükür fossero rivolte al presidente turco, ma, anche nel dubbio, non si può che stare con l’ex calciatore. In un caso, perché accusato ingiustamente; nell’altro, perché è inammissibile che un parlamentare possa finire in galera per aver insultato l’uomo che sta lentamente facendo sprofondare la Turchia da Paese moderno, democratico, laico (un modello nel mondo islamico) a imbarazzo internazionale.
Altro che #JeSuisCharlie… #JeSuisHakan!