L’ora delle decisioni irrevocabili di Storace

6 marzo 2016

Se sarò eletto sindaco di Roma convocherò in Campidoglio l’ambasciatore dell’India e gli dirò che se entro dieci giorni non tornano in Italia [i due marò] chiudiamo tutti i ristoranti indiani in città!

A pronunciare il solenne (e surreale) ultimatum non è stato un amante del buon vino all’uscita dall’osteria, bensì Francesco Storace, all’apertura della campagna elettorale. Nell’acclamazione generale, con tanto di gente che urlava “bravo, bravo!”, non rendendosi conto dell’assurdità delle parole. Del resto, come già sottolineava il buon Petrolini, «il popolo quando s’abitua a dire che sei bravo, pure che non fai niente, sei sempre bravo».

Qualora fosse davvero necessario specificarlo, si tratta delle tipiche sparate di chi già sa che non si troverà mai costretto (dalla realtà) a dare prova di quanto promesso in campagna elettorale.
L’elezione di Storace a sindaco di Roma, infatti, è probabile quanto la caduta di un asteroide sulla Terra nelle prossime ventiquattro ore. Storace lo sa e si lancia in proclami incredibili. Questione di visibilità.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò per cui Francesco Storace è disposto a far chiudere tutti i ristoranti indiani di Roma

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone: per i due marò Francesco Storace farà chiudere i ristoranti indiani di Roma

Ma anche ragionando per assurdo è chiaro che nessuno, neanche un fantomatico Storace-sindaco, potrebbe mai realizzare quanto solennemente strombazzato. In che modo, infatti, potrebbe mai far chiudere i ristoranti indiani che svolgono legalmente e secondo tutte le prescrizioni del caso la propria attività? Con un’ordinanza anti-curry? O introducendo a Roma un sistema di licenze basato sulla nazionalità del titolare? E’ chiaro che un’iniziativa tanto delirante non si potrebbe comunque realizzare in alcun modo. Grazie a Dio, verrebbe da aggiungere, visto il fine persecutorio. Servirebbe solo a far sprofondare l’immagine dell’Italia nel mondo.

Mi chiedo, poi, perché a rimetterci debba essere il povero immigrato indiano. Che colpa avrà mai?
A parte essersi trasferito in un Paese dove personaggi come Storace hanno anche un seguito…