Cosa NON vi mancherà all’estero dell’Italia

23 luglio 2016

Non troppo tempo fa vi ho raccontato quali credo essere le cose dell’Italia di cui più si sente la mancanza all’estero. Ma quali sono, invece, gli aspetti del Belpaese che, con ogni probabilità, non vi mancheranno per nulla? La cafonaggine di certi italioti è la prima cosa che mi viene in mente, ma, come ho già avuto modo di ricordare, ne abbiamo esportata così tanta da ritrovarla facilmente anche oltre i confini nazionali. Cosa, dunque? La scena politica, senza alcun dubbio. L’economia stagnante? Idem. L’atteggiamento persecutorio del fisco italiano? Probabile. Ma provando a cercare qualcosa di meno immediato?

LA PRESSIONE SOCIALE
A mio modesto avviso, la pressione sociale che è possibile sperimentare in Italia ha pochi eguali in Europa. Non saprei dire se gioca un ruolo decisivo il retaggio della cultura cattolica o la passione per il cortile, il gossip, ma in Italia sono tutti ossessionati dalla propria immagine, da come si viene percepiti in pubblico. Quest’attitudine non sempre è da intendersi come qualcosa di negativo, visto che obbliga a una “auto-regolamentazione della condotta” (quantomeno pubblica), ma nella vita non contano solo le apparenze. In Italia invece tutto ruota attorno al vestiario, alle frequentazioni, alle mille ipocrisie della vita pubblica (quando poi magari, nel privato, succede di tutto e di più). In linea di massima all’estero ognuno fa, più o meno liberamente, la sua vita. Ignorato dal mondo intorno e quindi libero da giudizi, etichette, malignità. In Italia, invece, spesso si è schiavi di tutta una serie di schemi mentali di cui si prende coscienza solo dopo il trasferimento all’estero.

PROVINCIALISMO
L’Italia è notoriamente un Paese provinciale. Sarebbe sufficiente pensare alle millenarie lotte di vicinato che caratterizzano il Belpaese da nord a sud, senza distinzioni, per comprendere quanto gli italiani siano incapaci di andare al di là della propria vallata. All’estero, invece, a parte qualche battibecco e sfottò, esiste una coscienza nazionale, anche in quei Paesi che, come l’Italia, sono stati a lungo frammentati in passato. E che cosa dire del risibile campanilismo con cui ognuno, in Italia, tende a dipingere la propria realtà locale come se fosse la migliore al mondo? Per dire, ho vissuto in quattro diverse capitali europee e posso assicurare che Roma è stata, senza dubbio, la più sporca, disorganizzata e meno sicura dove abbia mai messo piede: una città invivibile. Però a sentire i romani sembra di vivere al centro del mondo (e dico i romani giusto per fare un esempio: non è che a Napoli o a Milano sia tanto diverso). Sia chiaro: è giusto andar orgogliosi dei propri tesori… Ma senza perdere di vista la realtà! C’è un mondo fuori dall’Italia e spesso non ha molto da invidiare al Belpaese. Gli stranieri cominciano ad accorgersene. Gli italiani?

MATERIALISMO
Che sia perché primeggiamo nell’industria del lusso? O forse la causa è da ricercarsi in quell’ossessione per l’immagine a cui facevo riferimento? In Italia, soprattutto nelle aree dove c’è più benessere, regna il materialismo più sfrenato. E sì, certo, lo stesso si può dire di altre zone ricche in Europa e nel mondo dove la gente gira con macchine sportive, abiti griffati e aggiornatissimi gadget tecnologici. Ma l’Italia è l’unico Paese europeo dove ho sentito ragazze ammettere di selezionare il potenziale fidanzato in base al modello di auto posseduta dallo spasimante. Sia chiaro, non voglio generalizzare, ma è un dato di fatto che in Italia si riponga un’attenzione particolare per i beni materiali. E a volte più ricco è l’abito, più povero è l’uomo che lo indossa…

LA CONFLITTUALITA’
Se ricordate, avevo citato l’amore per il conflitto tra le cose che vi mancheranno dell’Italia. Può essere snervante, infatti, vivere in una cultura dove le emozioni non vengono sfoggiate apertamente e in maniera colorita. Come avevo però anticipato nel post precedente, nel lungo periodo scoprirete le gioie del quieto vivere e potrete focalizzare le vostre energie nelle cose che contano davvero, anziché sfinirvi in inutili discussioni circa ogni minima cosa, secondo una tradizione tipicamente italiana.

TUTTOLOGIA
Stando alle ultime stime di Wikipedia, l’Italia è il ventitreesimo Paese al mondo per abitanti. Sulla carta è infatti abitato da sessanta milioni di persone. Quello che però la gente non dice è che l’Italia, in realtà, dovrebbe avere un piazzamento più alto nella classifica mondiale, visto che, oltre ai sessanta milioni di abitanti, ci sono anche sessanta milioni di allenatori (quando gioca la Nazionale), sessanta milioni di economisti (quando si parla di crisi), sessanta milioni di sismologi (quando succede qualche catastrofe). Insomma, duecentoquaranta milioni di tuttologi.
Scherzi a parte, in un Paese come l’Italia, dove l’analfabetismo funzionale è una piaga diffusa, dovere fare i conti ogni giorno con quest’abnorme massa di “esperti” mette a dura prova il sistema nervoso dell’uomo più paziente. Il fatto, poi, che queste pregevoli menti abbiano anche trovato il modo di farsi largo nelle istituzioni di certo non aiuta. Per fortuna all’estero (anche se non ovunque, purtroppo) il merito conta ancora qualcosa.