Sulle Olimpiadi di Roma hanno ragione i grillini

23 settembre 2016

Chiariamo subito: sulla candidatura di Roma per le Olimpiadi 2024 hanno ragione i grillini – è senza dubbio da ritirare – ma non per le ragioni sostenute dal Movimento 5 Stelle.
Il problema non sono i costi – esorbitanti e imprevedibili – né tantomeno le eventuali speculazioni dei palazzinari. Se smettessimo di avviare progetti frenati dalla paura di eventuali speculazioni, il Paese si fermerebbe oggi stesso. D’altra parte i controlli si applicano per una ragione precisa.

A mio modesto avviso, si schierano contro la candidatura di Roma per le ragioni sbagliate anche i detrattori sistematici del Movimento 5 Stelle. Questi sostengono, più semplicemente, che la giunta grillina non sarebbe in grado di gestire un evento di questa portata, ma, per come la vedo io, non si tratta nemmeno di una questione di competenza, sebbene le capacità amministrative dei pentastellati possano destare motivate perplessità.
Non c’è dubbio che il caos che si è abbattuto sulla gestione della capitale da quando Virginia Raggi è stata eletta sindaco non lascia presagire nulla di buono, ma è anche vero che nell’organizzazione delle Olimpiadi spesso hanno fallito anche amministrazioni esperte e competenti. Quindi il colore della giunta è, a mio avviso, irrilevante in questo caso.

Ma allora perché affossare la candidatura di Roma?
Per cominciare la proposta è irricevibile. Roma, infatti, da diverso tempo versa in uno stato di degrado pressoché totale. Una vergogna nazionale, più che un vanto. Ve lo assicura uno che ha vissuto in ben quattro capitali europee (Roma, Berlino, Lisbona, Budapest) e sostiene, da sempre, che Roma esce sconfitta dal confronto su tutta la linea. Non importa quale voce vogliate prendere in considerazione – trasporti, inquinamento, criminalità – Roma sarà sempre tra le ultime capitali a livello europeo. E dovrebbe ospitare un evento di portata internazionale come le Olimpiadi?
Qualcuno parla di occasione perduta. Esatto. Abbiamo perso un’occasione per coprirci ancora una volta di ridicolo. Non c’è dubbio, infatti, che le priorità per la città dovrebbero essere altre. E il fatto che si possa anche solo pensare di proporre una città come Roma è la conferma indiscutibile che gli italiani vivono in denial.

C’è poi un’altra questione, per nulla secondaria. La suggerisce il buonsenso.
Forse l’abbiamo già rimosso, ma appena un mese fa l’Italia centrale è stata devastata da un terremoto che ha raso al suolo interi paesi, facendo quasi trecento vittime. In quell’occasione ci siamo ricordati che nel Belpaese il 70% delle costruzioni viola le regole antisismiche. Ossia sette strutture su dieci, in uno dei Paesi col più alto rischio sismico in Europa, dove spesso neanche le scuole e gli ospedali – l’abbiamo appurato ad Amatrice – non rappresentano la fortunata eccezione.

La scuola crollata ad Amatrice

La scuola crollata ad Amatrice

Ecco, in un Paese disastrato come l’Italia, anziché sperperare milioni per Expo, Olimpiadi e Europei, non sarebbe forse il caso di mettere anzitutto a norma le strutture esistenti? Sono davvero i palazzetti dello sport quello che serve alla collettività in questo momento? O un’operazione su larga scala per garantire la sicurezza non solo del Lazio e dell’Italia centrale, ma di tutta la penisola, cominciando proprio dalle aree più esposte al rischio sismico?
Arricchiremo ugualmente i palazzinari, ma almeno sarà per una buona causa.