The land of the dead
se si parte dal presupposto che il filone Zombie è stato ormai saccheggiato per idee ed ambientazioni e rimandi alla società questo ultimo Romero risulta essere un lavoro più che buono, mentre se si vuole a tutti i costi qualcosa di totalmente nuovo si resta, invece, un pò a bocca asciutta.
io propendo per la prima considerazione. il film mi è piaciuto, nessun capolavoro ma davvero divertente e con alcune trovate quasi geniali. (vedi i fuochi d'artificio che incantano i morti viventi)
questa volta Romero sembra molto Carpenter, specie quello dell'ultimo periodo.
tutto in una notte, come Landis per di più.
è evidentissimo che gli zombies che assediano il mondo umano iperprotetto e governato da un cattivone, Dennis Hopper, (che rimanda molto a Bush) sono una metafora tutta post 11/9 però non del tutto veritiera (alla fine assedianti e assediati sono un tutt'uno, addirittura gli appestati risultano più simpatici) ma il cinema è altro, altro che sociologia e qui di Cinema ce ne è abbastanza.
da vedere.


