
l'ultimo Jarmusch è un bel film. Non un gran bel film, non un capolavoro.
quello, insomma, al quale Mereghetti darebbe due pallini e mezzo convinti.
sembra, e forse lo è, un film di passaggio, pensato, scritto e girato in poco tempo, senza difetti, che uno bravo come Jarmusch fa quasi con la mano sinistra.
invece viene esattamente dopo sei anni il bellissimo Ghost Dog (Coffe & Cigarettes è una parentesi).
il suo maggior pregio è di non essere mai pesante nel suo divenire, nel suo crescere, mai pedagogico ma piuttosto allusivo, lieve.
non instilla mai certezze, anzi è un inno al dubbio e la storia di questo cinquantenne mezzo depresso è la chiara metafora d'una società che... insomma già visto, ma qui è fatto bene, Bill Murray è sempre bravo e sempre uguale ma non è un difetto per forza.
a proposito di Bill Murray, è il secondo film di fila (dopo The Life Aquatic) che indossa una tuta acetata firmata, lì Adidas qui Fred Perry.
Vorrà dire qualcosa?
il consiglio che avrei dato mille volte allo stralunato protagonista era quello di piantare le tende a casa della ex Sharon Stone e della sua strepitosa figlia.
chi ha visto il film capirà..