February 25, 2009

Io la conoscevo bene, oggi in DVD per la prima volta

un film bellissimo e sottovalutato come pochi altri.
tra i primi cinque italiani di sempre.

oggi, e non so ancora spiegarmi come sia stato possibile, esce in DVD, in edicola addirittra.

beh, a questo punto fate voi.

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February 23, 2009

Terzomondismo chic

due parole sui premi Oscar:
a me "The Millionaire" ha fatto semplicemente schifo.

preferisco, allora, molto di più Marco Carta a Sanremo.
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February 20, 2009

Buon per lei

Isabella Ferrari smentisce di aver fatto sesso con Nanni Moretti
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February 19, 2009

Il Fantasma Esce di Scena



l'ultimo libro di Roth è di una bellezza straordinaria davvero.
malattia, morte, ebraismo e sesso (ovvero le Roth ossessioni) al loro meglio.
ha, poi, il grande, grandissimo titolo di essere il libro più riuscito sul post 11/09 americano.
Già questo lo rende imperdibile.

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Lily Allen "The Fear" Live At Tonight Show with Jay Leno

al milionesimo ascolto il nuovo lavoro è come detto pieno di belle cose ma anche di cose mediocri.
comunque si ascolta che è un piacere.
questo video, ad esempio, oltre al vestitino rosa, mi fa impazzire per il tono ancora più malinconico del solito.

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February 16, 2009

La vita è bella

Benigni ospite a Sanremo guadagnerà 350.000 euro.
non pago vuole anche la cessione dei diritti, tra 1,5 e milioni di euro in 5 anni.

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February 07, 2009

Eluana

il ddl del Governo è un atto schifoso ed infame ma io non ce la faccio proprio a schierarmi, ad avere cioè una idea netta, precisa a riguardo della vita/morte della ragazza.

però una cosa che mi è piaciuta in questi giorni c'è stata, eccome.
l'ha detta Enzo Jannacci in una straordinaria intervista sul Corriere che trasuda spiritualità laica e riligiosa da tutte le parti:

"Ci vorrebbe una carezza del Nazareno» dice a un certo punto, e non è per niente una frase buttata lì, nella sua voce non c'è nemmeno un filo dell'ironia che da cinquant'anni rende inconfondibili le sue canzoni. Di fronte a Eluana e a chi è nelle sue condizioni — «persone vive solo in apparenza, ma vive » — Enzo Jannacci, «ateo laico molto imprudente», invoca il Cristo perché lui, come medico, si sente soltanto di alzare le braccia: «Non staccherei mai una spina e mai sospenderei l'alimentazione a un paziente: interrompere una vita è allucinante e bestiale».


È un discorso che vale anche nei confronti di chi ha trascorso diciassette anni in stato vegetativo?
«Sono tanti, lo so, ma valgono per noi, e non sappiamo nulla di come sono vissuti da una persona in coma vigile. Nessuno può entrare nel loro sonno misterioso e dirci cosa sia davvero, perciò non è giusto misurarlo con il tempo dei nostri orologi. Ecco perché vale sempre la pena di aspettare: quando e se sarà il momento, le cellule del paziente moriranno da sole. E poi non dobbiamo dimenticarci che la medicina è una cosa meravigliosa, in grado di fare progressi straordinari e inattesi».

Ma una volta che il cervello non reagisce più, l'attesa non rischia di essere inutile?
«Piano, piano... inutile? Cervello morto? Si usano queste espressioni troppo alla leggera. Se si trattasse di mio figlio basterebbe un solo battito delle ciglia a farmelo sentire vivo. Non sopporterei l'idea di non potergli più stare accanto».

Sono considerazioni di un genitore o di un medico?
«Io da medico ragiono esattamente così: la vita è sempre importante, non soltanto quando è attraente ed emozionante, ma anche se si presenta inerme e indifesa. L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque. Decidere di interromperla in un ospedale non è come fare una tracheotomia...».

Cosa si sentirebbe di dire a Beppino Englaro?
«Bisogna stare molto vicini a questo padre».

Non pensa che ci possano essere delle situazioni in cui una persona abbia il diritto di anticipare la propria morte?
«Sì, quando il paziente soffre terribilmente e la medicina non riesce più ad alleviare il dolore. Ma anche in quel caso non vorrei mai essere io a dover "staccare una spina": sono un vigliacco e confido nel fatto che ci siano medici più coraggiosi di me».

Come affronterebbe un paziente infermo che non ritiene più dignitosa la sua esistenza?
«Cercherei di convincerlo che la dignità non dipende dal proprio stato di salute ma sta nel coraggio con cui si affronta il destino. E poi direi alla sua famiglia e ai suoi amici che chi percepisce solitudine intorno a sé si arrende prima. Parlo per esperienza: conosco decide di ragazzi meravigliosi che riescono a vivere, ad amare e a farsi amare anche se devono invecchiare su un letto o una carrozzina».

Quarant'anni fa la pensava allo stesso modo?
«Alla fine degli anni Sessanta andai a specializzarmi in cardiochirurgia negli Stati Uniti. In reparto mi rimproveravano: "Lei si innamora dei pazienti, li va a trovare troppo di frequente e si interessa di cose che non c'entrano con la terapia: i dottori sono tecnici, per tutto il resto ci sono gli psicologi e i preti". Decisero di mandarmi a lavorare in rianimazione, "così può attaccarsi a loro finché vuole"... ecco, stare dove la vita è ridotta a un filo sottile è traumatico ma può insegnare parecchie cose a un dottore. C'è anche dell'altro, però».

Che cosa?
«In questi ultimi anni la figura del Cristo è diventata per me fondamentale: è il pensiero della sua fine in croce a rendermi impossibile anche solo l'idea di aiutare qualcuno a morire. Se il Nazareno tornasse ci prenderebbe a sberle tutti quanti. Ce lo meritiamo, eccome, però avremmo così tanto bisogno di una sua carezza».
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February 05, 2009

Revolutionary Road



















finalmente Sam Mendes ha fatto un gran film.
prima, dal sopravalutatissimo American Beauty in poi aveva toppato e alla grande.
qui, invece, sarà per la straordinaria forza del romanzo, sarà che ha creduto in un Cinema non di plastica ha fatto quello che finora non era risuscito a fare. togliere. Sottrarre immagini, spiegazioni e ralenty.

Il film è davvero riuscito, non paraculo (altra novità per Mendes) e non consolatorio.
Parlatissimo, geometrico al millimetro eppure non freddo o noioso.
Insomma se non s'è capito mi è piaciuto da pazzi.

ah! ma voi già lo sapete, la Winslet è la moglie di Mendes, sarà pure per questo che Sam nostro ha raddrizzato la barca?

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February 03, 2009

It's not me, it's you












































la matta sta per tornare: tra pochi pochissimi giorni esce il nuovo di Lily Allen.
comunque voi che siete uomini di mondo lo trovate già.

prime impressioni? altalenante, con momenti alti e cose più mediocri,
avrà comunque tutto il tempo di farci perdere la testa.
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