Tag Archives: banche

Un’idea semplice per trasferire i soldi all’estero

Non mi piace scrivere il panegirico di aziende. Il motivo è semplice: non voglio che questo sito diventi un generatore di marchette o, nel migliore dei casi, un aggregatore di reviews di prodotti e servizi. Per TransferWise, però, faccio volentieri un’eccezione. Più avanti spiegherò il perché. Chi, come il sottoscritto, vive all’estero da anni, sa bene quanto possa essere frustrante trasferire soldi all’estero (per esempio per mandarne ai familiari oppure per spedire i propri risparmi altrove). Il bonifico verso l’estero richiede infatti tempi più lunghi e, nella maggior parte dei casi, è abbastanza costoso. Questo perché oltre agli eventuali cambi di valuta, non sempre favorevoli, le banche in genere applicano commissioni aggiuntive per il servizio e la conversione, spesso in maniera non del tutto trasparente. L’alternativa per chi non vuole regalare soldi alle banche con inutili commissioni è TransferWise, che nasce da un’idea estremamente semplice. Supponiamo che il cliente viva in Inghilterra e abbia la necessità di trasferire i soldi su un conto in Italia. Il cliente non dovrà fare altro che trasferire le sterline dal proprio conto inglese al conto inglese di TransferWise, dopodiché l’azienda trasferirà il corrispettivo in Euro dal proprio conto italiano al conto italiano del ricevente. Con un bonifico tradizionale ci sarebbe un’unica transazione tra due Paesi diversi; quello che invece fa TransferWise è porsi come tramite tra due trasferimenti nazionali. In questo modo i costi del servizio e di conversione sono aggirati e la banca non ha modo di speculare sulla transazione. TransferWise è quindi un’azienda che va elogiata… Leggi tutto »

Bail-in, la psicosi collettiva è motivata?

A giudicare da quanto leggo dall’estero, mi pare di capire che nelle ultime settimane sia scoppiata in Italia una sorta di “psicosi bail-in“, alimentata dal chiacchiericcio della politica (l’hashtag #NoAlBailin lanciato dal Movimento 5 Stelle ne è un esempio) e cavalcata dai media a seconda della convenienza del caso. Penso di restituire un servizio di pubblica utilità cercando, nel mio piccolo, di fare un po’ di chiarezza sulla questione. Per cominciare, precisiamo subito cosa comporta il bail-in. Ricordate quello che è successo a Cipro non troppo tempo fa, al dilagare dell’eurocrisi? Nel 2013, quando la politica europea ha realizzato, tutto d’un tratto, che esisteva un rischio-insolvenza per la terza isola del Mediterraneo, si è deciso che a pagare non dovessero più essere i creditori istituzionali, com’era stato invece per il caso greco, ma azionisti e correntisti, con un prelievo diretto sui depositi. Che una simile prospettiva possa non piacere, è comprensibile – chi vorrebbe pagare di tasca propria i dissesti della banca? Ma ha davvero senso perdere la testa? Francamente non ne vedo la ragione. E non perché gli istituti italiani siano più solidi di quelli stranieri, ma perché le norme chiariscono subito chi ha motivo di preoccuparsi e chi no. L’eventuale bail-in, infatti, non si applicherebbe ai seguenti strumenti: i) i depositi protetti dal sistema di garanzia dei depositi, cioè quelli di importo fino a 100.000 Euro; ii) le passività garantite, inclusi i covered bonds e altri strumenti garantiti; iii) le passività derivanti dalla detenzione di beni della clientela o in virtù di una… Leggi tutto »

Saviano: tu chiamalo, se vuoi, “intellettuale”…

Il 2015 si è chiuso col grande scandalo delle banche popolari, che ha coinvolto da vicino Pierluigi Boschi e, per la proprietà transitiva dell’insensatezza, la figlia Maria Elena, ministro dell’attuale governo Renzi. Non mi interessa prendere le difese degli interessati o del governo, così come eviterei debitamente di addentrarmi nel merito della questione, essendo già stata dibattuta in lungo e in largo. Mi interessa qui porre l’attenzione su altro. Come certo ricorderete, in prima fila a chiedere le dimissioni della Boschi c’era Roberto Saviano, secondo cui il ministro era in qualche modo colpevole di aver tutelato gli interessi del padre. In uno stato di diritto propriamente detto si ritiene giusto che le eventuali colpe di un genitore non ricadano sui figli – questo, d’altra parte, è ciò che suggerisce anche il buonsenso, ma, si sa, il buonsenso non è di casa in Italia, pertanto meglio citare l’Antitrust: per l’Authority non c’è stato alcun conflitto d’interessi, non avendo la Boschi neanche partecipato ai Cdm di approvazione dei provvedimenti “salva-banche”. Ciononostante l’intervento di Saviano, per quanto privo di ogni logica, è stato applaudito da politici, giornalisti e comuni cittadini. Per l’occasione lo scrittore napoletano è stato insignito del titolo di “intellettuale“, come già successo altre volte in passato. A questo punto c’è davvero da chiedersi che cosa sia un intellettuale. Vediamo se Treccani ci aiuta a dirimere la questione: Riferito a persona, colto, amante degli studî e del sapere, che ha il gusto del bello e dell’arte, o che si dedica attivamente… Leggi tutto »