Tag Archives: expat

Il fenomeno migratorio nella sua semplicità

Come ha correttamente indicato Pietro Benassi, Ambasciatore della Repubblica Italiana in Germania, «negli ultimi anni un numero crescente di connazionali, tra cui molti giovani, ha scelto la Germania per cercare un posto di lavoro». Un po’ approssimativa è invece l’analisi che l’ambasciatore fa delle cause: Questo recente fenomeno migratorio è parte di un fenomeno più ampio, che è quello della migrazione interna all’Unione europea: da alcuni anni si assiste infatti ad una “nuova mobilità” tra gli Stati membri dell’UE che interessa anche altri grandi Paesi della cosiddetta area occidentale, e che coinvolge una nuova forma di cittadino, comunitario, che fa della mobilità e della preparazione in ambito internazionale il proprio lasciapassare per la propria realizzazione in termini professionali. Stando all’ultimo rapporto, infatti, nel 2015 hanno lasciato l’Italia ben 107.000 connazionali, che si sono andati ad aggiungere ai quasi cinque milioni che già vivono all’estero. Che siano tutti italiani al passo con i tempi in cerca di realizzazione professionale? Comprendo che la veste che ricopre impedisca all’ambasciatore di chiamare le cose col proprio nome, ma ridurre il fenomeno migratorio degli ultimi anni al semplice capriccio di un gruppo di neolaureati che si muovono con entusiasmo all’interno di un mercato del lavoro globale è una favola ormai poco credibile. Dell’intero fenomeno migratorio, infatti, la componente descritta dall’ambasciatore è solo una parte e dietro questa scelta spesso si cela la necessità – economica, materiale – più che una precisa volontà (non dimentichiamo che la disocuppazione giovanile in Italia ha quasi toccato il 40% –… Leggi tutto »

Un’idea semplice per trasferire i soldi all’estero

Non mi piace scrivere il panegirico di aziende. Il motivo è semplice: non voglio che questo sito diventi un generatore di marchette o, nel migliore dei casi, un aggregatore di reviews di prodotti e servizi. Per TransferWise, però, faccio volentieri un’eccezione. Più avanti spiegherò il perché. Chi, come il sottoscritto, vive all’estero da anni, sa bene quanto possa essere frustrante trasferire soldi all’estero (per esempio per mandarne ai familiari oppure per spedire i propri risparmi altrove). Il bonifico verso l’estero richiede infatti tempi più lunghi e, nella maggior parte dei casi, è abbastanza costoso. Questo perché oltre agli eventuali cambi di valuta, non sempre favorevoli, le banche in genere applicano commissioni aggiuntive per il servizio e la conversione, spesso in maniera non del tutto trasparente. L’alternativa per chi non vuole regalare soldi alle banche con inutili commissioni è TransferWise, che nasce da un’idea estremamente semplice. Supponiamo che il cliente viva in Inghilterra e abbia la necessità di trasferire i soldi su un conto in Italia. Il cliente non dovrà fare altro che trasferire le sterline dal proprio conto inglese al conto inglese di TransferWise, dopodiché l’azienda trasferirà il corrispettivo in Euro dal proprio conto italiano al conto italiano del ricevente. Con un bonifico tradizionale ci sarebbe un’unica transazione tra due Paesi diversi; quello che invece fa TransferWise è porsi come tramite tra due trasferimenti nazionali. In questo modo i costi del servizio e di conversione sono aggirati e la banca non ha modo di speculare sulla transazione. TransferWise è quindi un’azienda che va elogiata… Leggi tutto »

Cosa NON vi mancherà all’estero dell’Italia

Non troppo tempo fa vi ho raccontato quali credo essere le cose dell’Italia di cui più si sente la mancanza all’estero. Ma quali sono, invece, gli aspetti del Belpaese che, con ogni probabilità, non vi mancheranno per nulla? La cafonaggine di certi italioti è la prima cosa che mi viene in mente, ma, come ho già avuto modo di ricordare, ne abbiamo esportata così tanta da ritrovarla facilmente anche oltre i confini nazionali. Cosa, dunque? La scena politica, senza alcun dubbio. L’economia stagnante? Idem. L’atteggiamento persecutorio del fisco italiano? Probabile. Ma provando a cercare qualcosa di meno immediato? LA PRESSIONE SOCIALE A mio modesto avviso, la pressione sociale che è possibile sperimentare in Italia ha pochi eguali in Europa. Non saprei dire se gioca un ruolo decisivo il retaggio della cultura cattolica o la passione per il cortile, il gossip, ma in Italia sono tutti ossessionati dalla propria immagine, da come si viene percepiti in pubblico. Quest’attitudine non sempre è da intendersi come qualcosa di negativo, visto che obbliga a una “auto-regolamentazione della condotta” (quantomeno pubblica), ma nella vita non contano solo le apparenze. In Italia invece tutto ruota attorno al vestiario, alle frequentazioni, alle mille ipocrisie della vita pubblica (quando poi magari, nel privato, succede di tutto e di più). In linea di massima all’estero ognuno fa, più o meno liberamente, la sua vita. Ignorato dal mondo intorno e quindi libero da giudizi, etichette, malignità. In Italia, invece, spesso si è schiavi di tutta una serie di schemi mentali di cui… Leggi tutto »

Come sono visti gli italiani all’estero

Italiani brava gente? Forse, ma il fatto che non esista nessuna espressione corrispondente in una lingua straniera suggerisce che questo sia solo quello che gli italiani amano credere di se stessi. Anche perché noi italiani, abituati agli elogi – eccessivi, se non immeritati – delle nostre madri, in genere tendiamo sottolineare gli aspetti che ci fanno più onore: doti relazionali, capacità di adattamento (l’arte di sapersi arrangiare), il buon gusto, l’amore per la dolce vita. Una cosa però va detta. Approssimativamente, per ogni dieci italiani che sono emigrati all’estero, un paio sono riusciti ad affermarsi nel loro settore e per questo sono apprezzati dalla comunità locale, almeno quattro sono finiti a svolgere qualche umile lavoro lontano dai riflettori, mantenendo cioè un basso profilo (è l’esercito di camerieri e operatori call center che ogni anno lasciano l’Italia armati di belle speranze), ma purtroppo i restanti quattro si sono fatti schifare. Proprio così, senza giri di parole: molti italiani all’estero si sono letteralmente fatti schifare. E di questi italiani dovremmo tutti vergognarci, anziché vedere in loro i furbi che hanno fregato tutto e tutti. Perché sarebbe ora di una sana e onesta shame campaign? Perché è proprio a causa di certi elementi che la reputazione degli italiani all’estero – diversamente da quello che si crede in Italia – non è sempre delle migliori. E gli effetti li scontiamo poi tutti, indistintamente. Stentate a crederci? Volete alcuni esempi? In Inghilterra l’accesso al credito è oggi molto più difficile di un tempo. Questo perché per… Leggi tutto »