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Il web che condanna ora piange Tiziana Cantone

Tiziana Cantone era una ragazza napoletana di trentun anni, diventata famosa sul web per un video porno amatoriale nel quale praticava sesso orale al proprio amante. Della ragazza, in realtà, giravano diversi video, anche ben più spinti, ma solo uno di questi ha conosciuto una diffusione virale fino a diventare fonte d’ispirazione di svariati meme: quello del tradimento, appunto, dove il turpiloquio e le colorite prese in giro rivolte al fidanzato tradito hanno scatenato l’ilarità generale in tutto lo Stivale. Oggi apprendiamo dai giornali che la ragazza ha pagato a caro prezzo quella popolarità indesiderata. Tiziana Cantone si è infatti impiccata con un foulard nella casa in cui viveva con la madre. L’avvocato della ragazza, tempo addietro, aveva invocato il diritto all’oblio, riuscendo a ottenere dal giudice la rimozione del video in questione da motori di ricerca e social network. Tiziana sembrava quindi pronta a rifarsi una vita, aveva anche ottenuto il via libera per il cambio d’identità, ma lo sconforto deve aver preso il sopravvento. Non spetta a me giudicare la figura di Tiziana Cantone e non intendo con questo post né riabilitarla né condannarla per le sue azioni. Voglio qui limitarmi a riportare i fatti, perché la vicenda offre interessanti spunti di riflessione e una riflessione sarebbe, a questo punto, doverosa, anche solo per evitare che certi episodi possano ripetersi ancora. Non è la prima volta, infatti, che storie del genere si verificano in Italia. Se la memoria non m’inganna, un caso analogo – il primo di rilevanza… Leggi tutto »

Svezia Paese modello? Sì, da non seguire

La Svezia rientra nel novero di Paesi con cui tendiamo a misurare la nostra mediocrità. L’Italia è un Paese corrotto, amministrato da una classe politica inadeguata; i servizi spesso non sono all’altezza, la disorganizzazione è evidente a tutti i livelli; la qualità della vita peggiora di anno in anno; abbiamo tra i salari più bassi d’Europa, i diritti dei lavoratori vengono calpestati di continuo e in quanto a diritti civili siamo forse ancora più arretrati. Poi ci sono Paesi come la Svizzera, la Germania, la Danimarca e, appunto, i Paesi scandinavi: organizzati, civili, dove la qualità della vita raggiunge standard per noi impensabili. Eppure non è tutto oro ciò che luccica. E il discorso vale anche per la Svezia, un Paese che sulla carta sembra perfetto, un modello di civiltà a cui tendere, ma che a ben vedere presenta anche forti debolezze. La Svezia può sicuramente vantare una democrazia più evoluta, un tenore di vita elevato e un’organizzazione di primo livello, ma è anche il triste risultato di un esperimento sociale che ha portato alla completa dissoluzione di qualsivoglia spirito di comunità. “La teoria svedese dell’amore”, l’ultimo film di Erik Gandini, regista nato in Italia da padre italiano e madre svedese, riassume egregiamente tutto ciò e, alla odierna società svedese, contrappone le parole del sociologo polacco Zygmunt Bauman e una realtà completamente diversa, l’Etiopia, che non conoscerà mai il tipo di benessere che è possibile sperimentare in Svezia, ma da cui il Paese scandinavo avrebbe molto da imparare, soprattutto sul… Leggi tutto »

Niente caseina e glutine: la mia testimonianza

Breve nota biografica: il titolare del sito, nei limiti del possibile, non consuma né prodotti caseari (il latte vaccino è in cima alla mia lista nera) né prodotti che contengono glutine. Nel primo caso incidono sia preferenze personali sia scelte di natura etica, come già spiegato qui; nel secondo, invece, subentrano questioni di salute. Pur non essendo celiaco, infatti, ho notato che il mio corpo, nel tempo, ha cominciato a diventare sempre più sensibile a pane, pasta, focacce e a tutti quei prodotti che contengono glutine. Non è sempre stato così. Da buon italiano, ho divorato per oltre tre decenni prodotti di questo tipo senza mai riscontrare alcun problema. Poi, negli ultimi anni, qualcosa è cambiato. Cosa che mi ha spinto a investigare le ragioni di quest’inaspettata novità. Il grano è alla base dell’alimentazione umana dall’alba dei tempi e la dieta mediterranea è in particolar modo ricca di glutine. La cosa, però, non ha mai destato particolari preoccupazioni, anzi. La dieta mediterranea è sempre stata indicata come una delle più sane ed equilibrate, tanto da diventare vero e proprio motivo d’orgoglio per noi italiani. Eppure mai come in quest’epoca assistiamo sempre più di frequente alla diffusione di disturbi glutine-correlati: celiachia, allergia al frumento, sensibilità al glutine. Qualcosa dev’essere successo. Se non nei nostri corpi, nelle nostre cucine. L’amara verità è che non abbiamo più la benché minima idea di quello che consumiamo, ogni giorno, sulle nostre tavole. Additivi, ormoni, antibiotici. Ormai mangiamo spazzatura anche senza andare in giro per fast… Leggi tutto »

Minima Moralia, ossia l’umanità perduta

Ci siamo. Oggi, 25 Dicembre 2015, ha inizio questa nuova avventura. Cominciamo con una digressione, per spiegare il senso di questo sito e i suoi intenti. E’ il 1951 quando la prima edizione di Minima Moralia viene stampata in Germania. L’autore, Theodor Adorno, appartenente alla cosiddetta Scuola di Francoforte, attraverso brevi riflessioni e aforismi, critica in questo suo lavoro la società moderna perché inumana. La critica, com’è facile immaginare, è alimentata da un acceso fervore anti-capitalistico e segnata dal tipico disincanto del secondo dopoguerra: d’altra parte Adorno veniva dall’esperienza della Germania nazista (da cui fugge nei primi anni Quaranta), difficilmente avrebbe potuto produrre qualcosa di diverso. Veniamo a noi. Il fatto di aver intitolato questo sito come il testo di Adorno non implica una completa adesione alle posizioni del filosofo tedesco. Il mio è anzitutto un vezzo estetico – l’espressione in sè è potente, evocativa; forse uno dei migliori titoli di sempre. Poi, sicuramente, c’è anche un comune sentire di fondo: che la società in cui viviamo stia perdendo (o abbia già perso) l’ultimo barlume di umanità rimasto è, a mio avviso, innegabile. Ma d’altra parte, come diceva Walter Benjamin (che fu anche amico di Adorno): Non c’è mai stata un’epoca che non si sia sentita, nel senso eccentrico del termine, «moderna» e non abbia creduto di essere immediatamente davanti ad un abisso. La lucida coscienza disperata di stare nel mezzo di una crisi decisiva è qualcosa di cronico nell’umanità. Ogni epoca si presenta irrimediabilmente moderna. Ecco allora spiegata la natura volutamente… Leggi tutto »